Non ho difficoltà a riconoscere che Bassolino rese un enorme servigio a Napoli dal ’94, quando nel mondo si favoleggiava sulla fortuna di avere un amministratore così entusiasta e carismatico; non nascondo che qualcosa di buono rimane, come il grande lavoro fatto nel campo dei trasporti, della ricerca. Ma poi bisogna essere crudi e realisti: oggi i settori disamministrati dal ceto politico, attraverso un sistema di potere omnicomprensivo che ha coinvolto e foraggiato ogni classe sociale, a cominciare dalla borghesia intellettuale e professionistica, sono così danneggiati da fare affogare in uno stagno torbido anche quel poco di buono che è stato realizzato.
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